Questionario medico TCM: errori da evitare

Prima di sottoscrivere una polizza Vita TCM, cioè una Temporanea Caso Morte, la compagnia assicurativa può chiedere la compilazione di un questionario medico, detto anche questionario anamnestico. È un passaggio delicato: serve all’assicuratore per valutare il rischio, decidere se accettare la copertura, calcolare il premio e, in alcuni casi, richiedere ulteriori accertamenti.

La TCM è una polizza Vita a durata prestabilita: se l’assicurato muore durante il periodo di validità del contratto, la compagnia eroga ai beneficiari il capitale concordato. È una soluzione pensata soprattutto per chi vuole proteggere economicamente la famiglia, coprire un mutuo, garantire continuità economica ai figli o tutelare persone che dipendono dal proprio reddito.

Proprio perché la compagnia si impegna a pagare un capitale in caso di decesso, le informazioni sullo stato di salute dell’assicurato sono fondamentali. In questo articolo vediamo a cosa fare attenzione quando si compila il questionario medico per la TCM: evitare errori è importante per non compromettere la validità della copertura.

Perché il questionario medico è così importante

Il questionario medico non è solo una formalità burocratica, bensì è parte integrante della valutazione assicurativa. Le risposte possono incidere su:

  • accettazione della polizza
  • premio assicurativo
  • esclusioni o limitazioni
  • richiesta di visite o esami
  • liquidazione del capitale.

Un errore, una dimenticanza o una risposta incompleta possono determinare il rinvio o il rifiuto della copertura, far aumentare il costo della polizza, imporre condizioni di esclusione o limitazione particolari alla copertura, rendere necessaria della documentazione medica integrativa.

Ma se errori o dimenticanze emergono anni dopo, quando si verifica effettivamente un sinistro e i beneficiari richiedono l’erogazione del capitale assicurato, la compagnia potrebbe contestare la richiesta.

Cosa dice la legge sulle dichiarazioni mediche inesatte

Il Codice Civile disciplina le conseguenze delle dichiarazioni inesatte e delle reticenze negli articoli 1892 e 1893.

Cosa dicono questi articoli? Se il contraente rende dichiarazioni false o omette informazioni rilevanti con dolo o colpa grave, il contratto può essere annullato quando la compagnia non avrebbe assicurato il rischio, o lo avrebbe fatto a condizioni diverse, se avesse conosciuto la situazione reale.

Se invece l’errore avviene senza dolo o colpa grave, il contratto non è automaticamente annullabile, ma l’assicuratore può recedere e, in caso di sinistro già avvenuto, l’indennizzo può essere ridotto in proporzione.

Vediamo gli errori più frequenti a cui fare attenzione quando si compila il questionario medico per la TCM.

Errore 1: malattia sotto controllo e guarigione

Uno degli errori più frequenti è pensare che una patologia non vada dichiarata se è in cura, stabile o non dà sintomi da tempo, oppure se si è dichiarati ormai guariti.

Esempi:

  • ipertensione controllata con farmaci;
  • diabete ben gestito;
  • patologie tiroidee compensate;
  • asma lieve;
  • disturbi cardiaci monitorati;
  • precedenti oncologici in remissione;
  • malattie autoimmuni senza sintomi attuali;
  • episodi di trombosi;
  • episodi neurologici.

Se il questionario chiede se si soffre o si è sofferto di determinate patologie, bisogna rispondere in base alla domanda, non in base alla percezione personale di gravità. Una malattia “sotto controllo” resta un’informazione sanitaria rilevante e spesso lo è anche una malattia da cui si è già guariti.

Lo stesso vale per gli interventi chirurgici, che se richiesti, vanno dichiarati anche se risalgono a molto tempo prima.

La giurisprudenza richiamata in materiali IVASS evidenzia che, nelle polizze vita per il rischio morte, non contano solo le malattie già diagnosticate in modo definitivo: possono essere rilevanti anche circostanze sintomatiche dello stato di salute, se la compagnia le ha richieste nel questionario perché utili alla valutazione del rischio.

Un caso particolare è quello dei tumori: la legge sull’oblio oncologico permette di non fornire informazioni sulla patologia pregressa dopo 10 anni dalla conclusione delle cure, se non ci sono stati episodi di recidiva.

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Errore 2: non dichiarare esami, visite o accertamenti in corso

Un’altra criticità riguarda gli accertamenti medici non ancora conclusi. Non sempre si può omettere un percorso diagnostico se non c’è ancora una diagnosi ufficiale.

Se il questionario chiede se sono in corso visite specialistiche, esami, approfondimenti diagnostici o controlli per sintomi specifici, bisogna indicarli. Questo vale anche quando si è in attesa dei risultati di un esame o si stanno monitorando dei segnali clinici (es. aritmie, noduli, valori alterati negli esami del sangue ecc.)

La regola pratica è semplice: se un medico ha ritenuto necessario approfondire prescrivendo visite ed esami, è meglio dichiararlo. Sarà poi la compagnia a valutare se chiedere documentazione, attendere l’esito o procedere comunque.

Errore 3: minimizzare lo stile di vita

Il questionario medico TCM può includere domande su abitudini personali e stile di vita: non si tratta di malattie, ma sono elementi che incidono sulla probabilità statistica di decesso.

Le informazioni più comuni richieste sono quelle relative a fumo e alcol, allo stato di sovrappeso o sottopeso, alla pratica di sport pericolosi o all’esercizio di professioni che espongono a rischi.

In questa categoria si verificano alcuni tra gli errori più frequenti:

  • dichiararsi non fumatori se si fuma occasionalmente;
  • sottostimare consumi abituali di alcol;
  • indicare dati di peso vecchi o approssimativi;
  • non considerare pericolosi sport come immersioni o alpinismo;
  • tralasciare singole e occasionali mansioni pericolose del proprio lavoro o non considerare le trasferte in aree a rischio.

Errore 4: risposte vaghe o incomplete

Una risposta poco chiara o generica può diventare ambigua e soggetta a interpretazioni o invalidazioni. Per esempio, è importante allegare ovunque siano disponibili o richiesti documenti quali referti, lettere di dimissioni, esami, certificati, cartelle cliniche.

Inoltre, sono da evitare formule generiche come “problemi”, “anni fa”, “di routine”, “poco grave” ecc. Meglio indicare diagnosi precise e terminologia medica di terapie e interventi.

Errore 5: non chiedere chiarimenti

L’ambiguità a volte è insita nel questionario stesso, prima ancora che nelle potenziali risposte. Alcune domande possono essere interpretate in modi diversi. In questi casi, il comportamento più prudente è chiedere chiarimenti prima di rispondere.

Può succedere in caso di domande generiche come “è in buona salute?”, “assume farmaci?”, “soffre di malattie?”. In presenza di dubbi, se non si possono ottenere chiarimenti è meglio una nota esplicativa piuttosto che rispondere in modo secco e potenzialmente fuorviante.

Se dopo aver inviato il questionario ci si accorge di un errore o di una dimenticanza, è opportuno comunicarlo subito all’intermediario o alla compagnia, preferibilmente per iscritto, chiedendo di integrare o correggere la documentazione. Se il contratto è già stato stipulato quando si chiede la correzione, è possibile che la compagnia chieda di rifare la valutazione ed eventualmente stipulare un nuovo contratto.

Una polizza TCM serve a proteggere i propri cari. Per farlo davvero, deve essere costruita su basi solide: tra queste, rientra anche il questionario medico compilato correttamente.

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