Negli ultimi decenni l’Italia (e molti Paesi europei) hanno registrato, a livello demografico, il progressivo invecchiamento della popolazione e la riduzione della natalità, mentre sul versante economico è rallentato il tasso reale di crescita del Pil ed è aumentata la disoccupazione.

Secondo dati OCSE, a livello globale, l’Italia occupa il secondo posto per quota di ultra 65-enni, dopo il Giappone.

L’effetto congiunto di queste dinamiche di lungo periodo tende a compromettere la tenuta del sistema pensionistico di base: i contributi di una platea calante di lavoratori attivi non riescono più a pagare una popolazione crescente di pensionati.

A partire dagli anni Novanta, l’Italia ha cercato di ridurre il ruolo dei sistema pensionistico pubblico e di promuovere il ricorso a prestazioni di carattere socio-sanitario di lunga durata per gli anziani non autosufficienti (Long Term Care – LTC).

L’ambizioso obiettivo di rendere più sostenibile l’intervento pubblico per le famiglie meno abbienti e più diffuso il ricorso a forme assicurative che coprano i rischi della terza e quarta età, non è però stato raggiunto.

Il mercato assicurativo italiano soffre infatti di una strutturale (e crescente) sotto copertura nel ramo Danni (rapporto premi/pil pari a 1,9%, contro il 4,9% della media OCSE nel 2021) che si riflette anche nella sottoassicurazione sanitaria delle famiglie italiane.

Riccardo Cesari osserva: “La questione non si porrebbe se la sanità pubblica erogasse servizi adeguati, per quantità e qualità, alle esigenze della popolazione. Ma è ben noto che questo non è il caso. Nonostante la dura lezione del Covid-19, la spesa sanitaria pubblica, in rapporto al pil, è bassa nel confronto internazionale e decrescente nelle previsioni di bilancio”.

Spesa per LTC e raccolta polizze LTC in Italia

  • La spesa pubblica per LTC (spesa sanitaria, per indennità di accompagnamento e per altre prestazioni) è di circa 38 miliardi, pari al 2% del PIL ed è prevista in crescita al 2,8% nel 2070.
  • La spesa privata (per le RSA e per l’assistenza domiciliare) è stimata in circa 33 miliardi (1,7% del PIL).
  • La raccolta delle polizze assicurative LTC è di soli 178 milioni di euro, pari ad appena lo 0,2% dei premi Vita, cui andrebbe aggiunta la componente residuale a copertura del rischio di non autosufficienza ottenuta col ramo Danni-malattia.

Per dare una soluzione strutturale al problema della non autosufficienza in Italia sarebbe necessario un sistema di partenariato Stato – Imprese – Terzo Settore basato sull’approccio mutualistico della contribuzione e della copertura.

Nelle sue conclusioni Riccardo Cesari afferma: “Lo Stato stabilirebbe le regole e garantirebbe un’adeguata deduzione fiscale dei versamenti; i datori di lavoro e i lavoratori verserebbero la rispettiva contribuzione; le imprese di assicurazione gestirebbero le risorse offrendo rendite monetarie o risarcimenti “in forma specifica” da imprese sociali specializzate nella cura delle persone, con adeguati presidi di vigilanza sulla qualità dei servizi”.