Banca d’Italia ha pubblicato il Rapporto sulla stabilità finanziaria di Novembre con i trend del mercato assicurativo italiano.

I corsi azionari e gli utili attesi delle compagnie italiane sono in crescita rispetto allo scorso aprile, in linea con i mercati europei.

L’indice di solvibilità medio delle imprese italiane (calcolato come rapporto tra i fondi propri ammissibili a copertura del requisito patrimoniale e il requisito patrimoniale Solvency II) a settembre aveva raggiunto il 260%, dal 249 di dicembre del 2022. Alla crescita ha contribuito la ripresa di valore degli investimenti.

Le obbligazioni pubbliche e private (rispettivamente il 45 e il 21% degli investimenti per i quali le imprese sopportano il rischio) continuano a presentare minusvalenze nette non realizzate. A fine ottobre il saldo netto negativo sugli investimenti era pari a 48 miliardi di euro, in aumento rispetto a giugno.

Redditività

  • Nella gestione vita, il ROE è rimasto negativo, anche se in misura inferiore allo stesso periodo del 2022. Al risultato ha contribuito la forte flessione dei premi delle polizze unit-linked (-33%), solo in parte controbilanciata dalla ripresa della raccolta dei prodotti tradizionali (salita del 10%).
  • Nel comparto danni il ROE del primo semestre è risultato in rialzo rispetto allo stesso periodo del 2022 per effetto dell’incremento della raccolta premi (+8%), in parte determinato dalle dinamiche inflative.

Il combined ratio tuttavia è peggiorato (al 94%, dal 92 del giugno 2022) a causa degli aumenti dei costi sostenuti dalle compagnie. La crescita dovrebbe proseguire anche nel semestre in corso per effetto dell’incremento degli oneri per sinistri, solo in parte mitigato dal rialzo dei prezzi delle coperture, che avviene di norma in misura graduale.

Per effetto delle dinamiche dei due comparti, la redditività complessiva del settore assicurativo al termine del primo semestre 2023 è al 2%.

Nello scorso giugno la mediana dell’indicatore di liquidabilità degli attivi (liquid asset ratio) era in lieve calo nel confronto con dicembre del 2022 (al 60%, dal 65) restando comunque ampiamente superiore ai livelli europei.

Alla fine di ottobre nel comparto vita il rapporto tra riscatti e premi continuava a essere elevato (94% rispetto al 57 dello stesso mese del 2022), in particolare per le imprese che distribuiscono i prodotti attraverso banche e promotori finanziari (122%, dal 61 di ottobre 2022).

Analisi condotte a livello europeo mostrano che l’adeguamento ai tassi di mercato dei rendimenti dei prodotti di investimento assicurativo potrebbe richiedere più tempo alle assicurazioni italiane rispetto a quelle europee, per effetto delle scadenze mediamente più lunghe dei titoli obbligazionari in portafoglio. Entro dieci anni scadrà infatti il 64% delle obbligazioni detenute dalle compagnie italiane, contro il 70% di quelle delle imprese europee.

La crisi di Eurovita è stata definitivamente risolta nel mese di ottobre, con una cessione del compendio aziendale della società e la normalizzazione dei rapporti assicurativi, salvaguardando i diritti degli assicurati.